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Amazon Autos e l'era dell'auto-commodity: 3 cambiamenti chiave.

👋 Benvenuti alla 61ª edizione di Autotech Italia!

Con un certo orgoglio posso dire di aver anticipato i tempi.

Il 19 novembre, nel mio post su LinkedIn, parlavo dello sbarco di Ford su Amazon Autos e della "piattaformizzazione" del settore, scatenando un dibattito con oltre 11.000 visualizzazioni.

Pochi giorni dopo, il 25 novembre, il Wall Street Journal ha confermato quella visione raccontando la storia di Steve Picciotti, come il "paziente zero" dell'acquisto su Amazon Autos.

Ho visto giusto? Sembra di sì. Oggi analizziamo i numeri reali dietro questa nuova realtà e perché la trasformazione dell'auto in "commodity", seppur non certa per tutti, sta diventando una nuova opzione da prendere seriamente in considerazione.

Buona lettura!

Amazon Autos: la piattaformizzazione è realtà

L'accordo tra Amazon e i giganti dell'auto non è più un esperimento pilota. La notizia chiave è che il processo di acquisto dell'auto si è allineato a quello di qualsiasi altro bene di consumo. Ecco i 3 punti fondamentali che definiscono questo cambiamento strutturale del mercato automotive nel 2025:

  1. Validazione del modello: non è più "clicca e chiedi un preventivo", ma un vero checkout e-commerce.

  2. Standardizzazione dell'esperienza: l'utente si aspetta la stessa facilità di acquisto di un libro o di uno smartphone.

  3. Il ruolo del concessionario: si trasforma da "venditore" a "punto di consegna e servizio", integrandosi nella logistica di Amazon.

Il caso Steve Picciotti: come funziona l'acquisto su Amazon Autos?

Il Wall Street Journal ha documentato l'esperienza di Steve Picciotti, che possiamo definire il "cliente zero" di questa nuova era. La sua esperienza risponde alla domanda: "È davvero possibile comprare un'auto come un pacco Amazon?".

Steve ha acquistato una Hyundai Santa Fe direttamente dal divano di casa. Ecco come l'esperienza utente (UX) di Amazon ha vinto dove altri hanno fallito:

  • Trasparenza totale: prezzo chiaro, nessun costo nascosto, nessuna trattativa estenuante in showroom.

  • Velocità di esecuzione: la burocrazia del finanziamento e della firma digitale è stata gestita in minuti, non ore.

  • Fiducia del brand: la garanzia implicita del marchio Amazon ha superato la diffidenza verso l'acquisto online di un bene ad alto costo.

Questo caso dimostra che la barriera psicologica può cadere: quando l'esperienza è fluida, il consumatore non vede differenza tra acquistare un elettrodomestico premium o un'automobile.

Perché le case auto scelgono Amazon ora?

Nel mio post del 19 novembre sottolineavo come la "piattaformizzazione" sia inevitabile. Ma perché colossi come Ford e Hyundai si affidano a un terzo attore? La risposta risiede in un'analisi dei valori di forza finanziaria in campo.

Basta guardare la capitalizzazione di mercato (Market Cap) a novembre 2025 per capire chi detiene il vero potere contrattuale e tecnologico:

  • Amazon: ~$2.450 Miliardi ($2.45 Trillion)

  • Tesla (l'eccezione): ~$1.400 Miliardi ($1.4 Trillion)

  • Toyota (leader tradizionale): ~$263 Miliardi

  • Ford: ~$53 Miliardi

L'analisi dei dati ci dice tre cose:

  1. Disparità abissale: Amazon vale quasi 10 volte Toyota e quasi 50 volte Ford. Ha risorse per la UX che nessun costruttore tradizionale può eguagliare.

  2. Il Caso Tesla: Tesla è l'unica "Auto Company" che compete finanziariamente nella lega dei giganti tech, proprio perché è nata digitale. Gli altri (Ford, Toyota, VW) sono costretti ad appoggiarsi a piattaforme esterne per colmare il gap.

  3. Costo di acquisizione: per Ford, usare Amazon significa accedere a milioni di utenti Prime già profilati a un costo infinitamente inferiore rispetto al marketing tradizionale.

L'Auto diventerà una commodity?

Questo punto ha generato un dibattito “forte” sotto il mio ultimo post. Un utente sosteneva con fermezza che "l'auto non sarà mai una commodity", legandola probabilmente al concetto di “passione”. Ha ragione? In parte.

Il mio invito è non vedere la "commoditizzazione" come un interruttore on/off, ma come un possibile scenario di medio periodo:

  • Cliente pragmatico (60-70%?): per la maggior parte degli utenti che cercano solo di spostarsi da A a B, l'auto sta diventando un device su ruote. Per loro, l'acquisto su Amazon potrebbe essere una norma, privilegiando comodità e prezzo rispetto all'esperienza in showroom.

  • Cliente appassionato (30-40%?): rimarrà una fetta di mercato per cui il brand, la guida e l'emozione sono centrali. Per loro l'auto non sarà mai una commodity.

Tuttavia, il trend è chiaro: con la crescita dell’elettrificazione e digitalizzazione (HEV in primis, l’invasione dei produttori cinesi digitali nativi), la curva si sta spostando decisamente verso il pragmatismo. Come dimostra Steve Picciotti, la comodità potrebbe essere un punto forte rispetto alla "cerimonia" della consegna.

L'Impatto sul post-vendita e la necessità di digitalizzazione

Se la vendita si sposta su piattaforme digitali globali come Amazon per la fascia "commodity", il margine sulla vendita del nuovo per i concessionari si ridurrà ulteriormente.

Quali sono le implicazioni dirette per le officine e i dealer?

  1. Il service diventa il core business: la profittabilità si sposta quasi interamente sul post-vendita.

  2. Necessità di efficienza “ossessiva”: non ci si può più permettere di gestire il service con carta e penna. Se la vendita è "Amazon-level", il cliente si aspetta un post-vendita altrettanto digitale.

  3. Fidelizzazione tramite dati: senza il contatto diretto della vendita, l'unico modo per trattenere il cliente è un sistema di gestione proattiva. Strumenti di Smart Planning e gestione risorse diventano non più un lusso, ma l'unico modo per proteggere il fatturato.

👉 La mia opinione

L'arrivo di Ford su Amazon e l'esperienza di Steve Picciotti non sono anomalie, sono da considerare seriamente come l'anticipo del futuro. La "piattaformizzazione" non va combattuta, va sfruttata.

Per i concessionari e le officine, questo è il segnale chiave per chi vuole già da ora costruire un nuovo posizionamento: l'efficienza non è più opzionale.

Se Amazon gestisce la vendita, gli operatori del settore devono essere impeccabili nella gestione operativa e nel post-vendita. Non c'è spazio per inefficienze o "tempi morti" in un mondo dove il cliente compra l'auto con un click. I nuovi trend dell'Intelligenza Artificiale e la pianificazione predittiva sono le armi per rimanere rilevanti e profittevoli in questo nuovo ecosistema.

Se il primo esperimento di Amazon Autos con Hyunday era un segnale debole, oggi con Hertz e Ford siamo di fronte ad un segnale forte. In poco più di un anno.

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